Le Fate Giardiniere… ora Pasticcione

Disastrosa acqua alta a Venezia 3

Martedì 11 novembre alle 10.30 di sera, la mamma di Leonardo chiama la mia mamma e le dice che è “venuta su l’acqua alta”. Io, la mia mamma, mia sorella e il mio papà eravamo disperati. All’inizio non era molto alta, però siamo andati lo stesso in lavanderia a controllare: l’acqua aveva bagnato tre elettrodomestici: la lavatrice, l’asciugatrice e il freezer. L’acqua continuava a salire sempre di più e, ad un certo punto, era così alta che arrivata alla veranda, quindi papà ha procurato dei pezzi di legno dalla lavanderia e io l’ho aiutatato a metterli alla porta della veranda per impedire all’acqua di entrare, intanto mia sorella procurava vecchi stracci e così abbiamo evitato che l’acqua entrasse anche in casa. Io e la mia mamma eravamo disperate: per calmarmi, mi sono messa il foulard di mia sorella in testa e ho fatto yoga. Nel frattempo il mio papà e mia sorella, con le baccinelle, buttavano fuori l’acqua dalla finestra. All’improvviso la mamma si è ricordata della macchina che era davanti al canale e quindi papà è andato scalzo a controllare la macchina della mamma e la sua: per fortuna erano tutte e due a posto, così la mamma si è un po’ tranquillizzata, ma aveva il pensiero di Barbara, una sua amica, perchè lei abita proprio a piano terra e infatti l’acqua le è venuta in casa fino alle ginocchia, quindi la mamma era indaffarata fra casa nostra e casa sua. Papà ha detto a Simone, il marito di Barbara, di venire da noi per farsi una doccia perchè aveva perso praticamente tutto, anche il bagno era allagato e c’erano persino i giocattoli di Riccardo, il loro bambino, che galleggiavano. Barbara è da martedì notte senza luce. Gaia, in tutti quei giorni, è stata da me perchè suo papà e i suoi nonni portavano fuori le cose che non si potevano recuperare e soprattutto cercavano di ripristinare la corrente.

Ho provato dei momenti di paura perchè non avevo mai visto una cosa così: dalla mia veranda osservavo fiumi che venivano dentro al cancello. A questo punto avrei preferito andare a scuola, infatti tutti i giorni arrivava l’acqua alta e tutti i giorni io, mamma, papà e mia sorella pulivamo il giardino e tutto il resto.

Che disastro!

Gaia B.

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