Le Fate Giardiniere… ora Pasticcione

Gita a Padova 3: la Basilica del Santo

C’è un detto: Padova è la città del caffè senza porte (un tempo il Pedrocchi, a cui si riferisce il detto, era aperto giorno e notte), il prato senza erba (con riferimento a Prato della Valle) e il Santo senza nome e qui si parla della Basilica di Sant’Antonio che abbiamo visitato dopo il Museo Archeologico degli Eremitani.

Nella piazza della Basilica c’è la statua del Gattamelata, un condottiero del 1300

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Il Gattamelata

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La chiesa, al suo esterno, si presenta con tante cupole, ricordando in tal modo la nostra Basilica di San Marco

All’interno la Basilica in stile gotico è divisa in tre navate, le sue volte, affrescate secondo la scuola di Giotto, ci hanno ricordato la Cappella degli Scrovegni. Subito, appena entrati, abbiamo visto la statua di Sant’Antonio con Gesù in braccio.

 

Sono numerosi i quadri, le statue, le colonne, e i vari altari.

I credenti usano poggiare una mano o la fronte sulla tomba del Santo per una preghiera o una richiesta di grazia; abbiamo visto tanti ex voto: una firma, una foto, un cuoricino….

Siamo andati a visitare anche la Cappella del Tesoro dove sono conservate alcune reliquie del Santo: la lingua, la mandibola con i denti e l’apparato di fonazione. Si vede anche parte di una sua tonaca e la cassa in legno che conteneva il corpo.

Abbiamo pranzato nel chiostro in compagnia di molti piccioni.

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I “santi” folletti

Poi siamo andati all’orto Botanico…..

III gruppo: Orfeo, Alessia, Anna, Linda, Alessandro, Chiara C.

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