Le Fate Giardiniere… ora Pasticcione

Il racconto fantasy

Blog di libri per ragazzi: clicca qui

Minipin2

da Minipin di Roald Dahl

 

Piccolo Bill salì sull’albero e qualcosa di strano cominciò ad accadere. Tutto intorno a lui e non solo sul poderoso tronco, ma anche su tutti i rami più grossi, si stavano aprendo minuscole finestrelle con affacciate tante altre minuscole teste, alcune di uomini e altre, chiaramente, di donne. Qua e là si vedevano occhieggiare anche testoline di bambino, non più grosse della capocchia di un fiammifero, che sbirciavano silenziose e immobili.
–Ma… ma…. Chi siete?- chiese Piccolo Bill.
–Siamo i Minipin- disse una voce leggera,- e questa foresta è nostra. Aspetta che mi avvicino,così mi senti meglio. Sei in un bel pasticcio, eh? Adesso non puoi scendere, perché, se scendi, verrai ingoiato in un boccone. Ma non puoi neanche startene lì per sempre…………..

Il racconto viene completato così dai 4 gruppi:

I gruppo: Monica, Teresa, Filippo, Anna, Beatrice.

….Piccolo Bill, un po’ perplesso, chiese:- Per quale motivo non posso rimanere qui?

Il silenzio regnò sulla maestosa chioma. Poi, da una porticina d’oro, uscì con passo deciso e regale un omino con una lunga pelliccia rossa e una seppur piccola corona, ma ricca di diamanti e pietre preziose.

Avvicinatosi al giovane, l’omino si presentò: -Io sono il re di “Mini Polis” Tu, straniero, vuoi sapere il motivo del perchè non puoi scendere dal mio regno e neanche rimanere in questo verde luogo?

-Sì, lo vorrei tanto, perchè le mie chiappe, in questa gelida giornata invernale, si stanno raffreddando come dei ghiaccioli!

Il re, alquanto stupito per l’ardire, rimproverò Piccolo Bill:- Ma che razza di linguaggio è questo? Proprio al cospetto di un nobile qual son io?! Comunque, giovane maleducato, non potrai rimanere qui a lungo perchè quel ramo in cui si raffreddano i tuoi umili glutei è troppo fragile per sorreggere il tuo peso. Inoltre, quando cadrai dal ramo, ad aspettarti ci sarà un pollo imbizzarrito, un tal Philips, che sarà subito pronto a spararti raffiche di uova transgeniche con la sua mitragliatrice.

In quel mentre Piccolo Bill sentì un “crack” e si ritrovò in groppa al pollo, il quale, infuriato, si mise a correre intorno all’albero, intanto tutti i Minipin, dall’alto della chioma, si godevano il buffo rodeo.

Piccolo Bill stufo del mal di pancia che la corsa gli stava provocando, si aggrappò ad un ramo sporgente; dandosi lo slancio scivolò e cadde proprio sulla testa di Philips che svenne per il peso eccessivo del bambino.

Per la paura Bill si lasciò sfuggire una puzzetta eclatante che sterminò il pollo. Il colpo di grazia fu quando la Minipin cuoca fece cadere il suo minipiner acceso che rasò il corpo del defunto pollo, ora anche nudo.

Bill aveva salvato il regno dei Minipin!

P1070144

Linda

 

II gruppo: Alessandro, Giada, Agnese, Tommaso, Camilla.

…………………..Il tempo passò e si fece sera, ma Piccolo Bill era ancora sull’albero a meditare come scendere, quando, ad un tratto, sopraggiunsero delle falene dall’aspetto inquietante.

-Scappa! sono le falene della strega! Disse un omino affacciatosi alla finestra in quel momento.

-E come faccio a scendere?! Gridò Piccolo Bill di rimando.

Le falene erano nere come l’inchiostro e volavano nel tardo pomeriggio, illuminate da tenui raggi di un sole quasi del tutto tramontato. Quegli esseri oscuri volanti afferrarono con forza Piccolo Bill e lo portarono nella casa della fata dell’albero. Era bellissima: aveva capelli biondi che ondeggiavano alla brezza serale, gli occhi azzurri e freddi come il cielo d’inverno.-Entra nella mia casa, bel bambino…Voce dolce come il miele…

Piccolo Bill era assai perplesso: non doveva essere quella la terribile strega? Tra non molto avrebbe scoperto, a suo discapito, che era proprio così: la bellissima fata si sarebbe trasformata in un’orribile strega dagli ispidi capelli brizzolati, bianco e rugoso il viso come di spettro, malvagio il ghigno:

-Ah ah ah ti ho ingannato mocciosetto! Prese poi uno specchio e lo mostrò al bambino che venne da esso risucchiato.

Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!!! Urlò Piccolo Bill mentre precipitava in un mondo sconosciuto. Si ritrovò nel villaggio “Mestipensieri” abitato da persone tristi e sconsolate, fra queste la vera fata dell’albero:- Il prescelto, il prescelto è venuto a salvarci! Gridò a gran voce.

-Evviva evviva! urlavano tutti

La fata gli corse incontro:- Per fortuna sei arrivato! Sai, ora ti racconto del portale magico che nessuno ha mai visto…

-E dove conduce questo magico passaggio? chiese Piccolo Bill

– Fuori dalla casa della strega! risposero in coro i Minipin prigionieri.

La fata sospirò:-Per fortuna non sei sceso dall’albero, altrimenti la pianta carnivora ti avrebbe divorato; i Minipin, ancora liberi, temevano per la tua vita, per questo motivo non volevano che tu restassi su quei rami.

Piccolo Bill tremò solo a pensarci e subito si mise alla ricerca del portale magico tanto desiderato….

-L’ho trovato! L’ho trovato! gridò per la gioia il bambino dopo alcuni giorni: era sommerso da frasche, rampicanti e intrichi di cespugli spinosi.

Aprì il portale e tutti gli abitanti dell’albero lo seguirono ritornando fra le verdi foglie tanto amate.

E la strega? Di lei non si seppe che fine avesse fatto….chissà….

P1070147

Ludovica

 

III gruppo: Leonardo, Rebecca, Alessia, Chiara C, Hyblo.

…….Ma non puoi neanche startene lì per sempre! Piccolo Bill aprì la bocca per rispondere, ma la paura lo sopraffasse e quindi non disse nulla….Un gruppo di Minipin lo prese per le gambe e le braccia e lo portò nel rifugio: un labirinto enorme, pattugliato da alcuni soldati Minipin, conduceva al villaggio dei minuscoli omini. L’emozione e la paura furono tali che Piccolo Bill perse i sensi. La mattina dopo si ritrovò circondato dai suoi piccoli amici che gli raccontarono:

-Molto tempo fa gli Elfi e i Minipin andavano d’accordo, gli Gnomi, al contrario, erano accecati dal potere. Un giorno, dalle montagne del Nord, arrivò un troll che incrinò il pacifico regno accattivandosi la simpatia degli Gnomi che divennero suoi seguaci. Fu così che la maggior parte di Elfi e Minipin fu fatta prigioniera dal troll…

Ma ecco, il racconto fu interrotto da tre colpi alla porta, lenti, cadenzati, che incutevano terrore….La porta si aprì e maestoso entrò il capo degli Elfi: Parcos il quale li avvisava che l’esercito degli gnomi era in zona.

I minipin con a capo Piccolo Bill si organizzarono; Parcos fornì loro i suoi combattenti migliori e a Piccolo Bill una spada forgiata dai migliori artigiani Elfi.

Dopo molte ore di cammino incontrarono l’esercito nemico: i soldati erano raccapriccianti con quel cappello nero a punta e i capelli intrisi di sangue; i volti erano segnati da numerose cicatrici e portavano lance, spade, pugnali e occhiali puntatori per sterminare le vittime; a capo della spedizione c’era lui….il troll.

Il troll aveva il corpo verde ricoperto di stracci, al posto dei capelli una cresta arancione, occhi piccoli, sguardi furtivi, ed una clava con cui uccidevano facilmente.

Gli eserciti combattevano fieramente e con determinazione; anche Piccolo Bill aveva sguainato la sua spada e ora stava lottando contro il troll, si trovava in svantaggio, stava ricevendo il colpo finale, quando arrivò Parcos che, per difenderlo, morì.

Piccolo Bill, accecato dal dolore, colpì furiosamente e segnò il destino del terribile troll.

Da quel giorno Bill fu considerato un eroe: aveva salvato l’albero e la foresta tutta, gli Gnomi furono cacciati e il regno tornò pacifico.

3

IV gruppo: Chiara B, Martina, Orfeo, Francesca, Francesco, Giulia.

….Bill tremava per la paura di cadere nelle fauci di quell’orrendo mostro: l’unicorno Flaffy. Lui faceva il tenero per nascondere la sua vera natura cosicché la gente lo accarezzasse. Aveva gli occhi color arcobaleno che luccicavano come la sua candida criniera; al collo portava una collana di perle, con un dolce coniglio bruno come ornamento; il corno argentato brillava al sole; gli zoccoli splendevano di brina estiva. Una volta avvicinatasi la vittima, l’unicorno la calciava sull’albero e da quel momento iniziava la trasformazione per far emergere il suo aspetto cattivo: il corno diveniva nero come il carbone e con questo poteva pietrificare chi capitasse a tiro; occhi rosso brace e coda che spargeva ovunque cenere magica in grado di far sparire i malcapitati,  zoccoli perforanti: ad ogni suo passo si sprigionavano gaiser dal suolo. Ecco quanto era successo a Piccolo Bill: si ritrovava sull’albero perchè lì lo aveva spedito l’unicorno e non poteva scendere per non essere divorato.

Ad un certo punto Piccolo Bill, dall’alto dei rami, scorse un altro unicorno piccolo e paffuto annusare delicatamente i fiori del prato: questo sì che era buono! Lo chiamò in aiuto e scoprì essere Puffy il fratello buono, ma sottomesso di Flaffy.

Puffy, stanco delle cattiverie del fratello malvagio, ebbe un’idea splendida: spingere Flaffy nell’acqua incantata dove era sua abitudine specchiarsi.

Pluff! L’impresa era riuscita, il buon unicorno ce l’aveva fatta a spingere il crudele fratello nell’acqua, poi, con il suo corno fatato, fece un incantesimo: rese l’acqua bollente e, in men che si dica, Flaffy divenne un tonto coniglio bollito, addormentato in un sonno eterno.

Puffy aveva salvato Bill e venne eletto guardia del corpo del regno dei Minipin. Il re volle, poi, regalare a Bill un’armatura d’oro che Piccolo Bill indossò con tanto orgoglio.

2

 

Lascia un commento

Translate »