Le Fate Giardiniere… ora Pasticcione

La cicala e la formica

Qui al Lido è tutto un frinire di cicale!

Propongo la favola di Esopo riscritta da me in versi:

Ogni giorno a lavorare,

sempre e solo faticare,

su e giù per la stradina,

col calor de la mattina,

dall’aurora fino a sera,

nella notte tutta nera.

Poche ore per dormire,

il lavoro è da finire,

nel mio nido per l’inverno,

una scorta non disdegno:

i semini, proprio tanti,

da portar son tutti quanti!”

Così pensa la formica

così pensa, e che fatica,

lei lavora previdente,

mentre canta allegramente

la cicala sotto il sole,

canta e balla a tutte l’ore.

-Vieni qui, oh formichina,

su, riposa, stamattina!

Vuoi ballare un po’ con me?

La mazurca: un due e tre!

Oppur canta, se lo vuoi,

il sole splende sol per noi!

-Tu cicala sei imprudente,

nel lavoro assai indolente,

tu non pensi al freddo inverno,

tu nel canto trovi impegno.

Ora il sole brilla in cielo,

poi c’è solo fame e gelo!

cicala+f

Inkscape – Anna

E l’inverno vien davvero

con tre gradi sotto zero.

Al calduccio la formica

più non pensa alla fatica.

Sempre pieno è il suo pancino

rubicondo il bel visino.

-Toc e toc e posso entrare?

Non ho nulla da mangiare.

Sento freddo e tutta tremo

di morire adesso temo.

-Hai cantato, mia carina?

Ora balla, oh cicalina!

Chi non pensa assai per tempo,

chi nel gioco è sempre intento,

chi è pigro per natura,

il futur non s’assicura!

Anna

cicala+f+inverno

Inkscape-Anna

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