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Le avventure di Gobius capitolo II La valle degli Orcoli

Autore Alessandro Voltolina

 

Raccontato dalla maestra:

Le valli da pesca

Il povero Gobius si addormentò intrappolato nella rete. La mattina seguente grosse mani lo afferrarono, ma il nostro amico, guizzando solo come un pesce disperato sa fare, si liberò da quella morsa e tornò libero.

Nuotando, nuotando giunse, verso il tramonto, ad un cancello oltre il quale sguazzavano tanti pesciolini ben nutriti.

Improvvisamente il cancello si aprì e uscì una barca. Gobius svelto andò oltre e si ritrovò nella valle degli Orcoli, proprio come diceva il cartello all’ingresso.

Lì i pesci erano tutti ben nutriti, ma si muovevano senza entusiasmo: erano proprio tristi! Fra i tanti pesci Gobius conobbe Bran che gli raccontò le sue esperienze passate in mare aperto: acque fredde, poco cibo, molti nemici. Gli spiegò, poi, che quella valle non era certamente un posto sicuro: sarebbero cresciuti ben nutriti, ma l’uomo li avrebbe pescati e mangiati.

Una sera Gobius ascoltò uno strano discorso che si facevano tra loro alcuni pesci: stavano organizzando una fuga dalla valle.

-Chi ci può aiutare? Chiese un’anguilla

-Nessuno!

E un fulmine, con un gran “ craaashh”, illuminò la laguna. Apparve Fata Orata con tanto di bacchetta magica che spiegò loro come li avrebbe aiutati a scappare.

Nella notte dei tempi, l’eroe Ulisse, che si faceva chiamare Nessuno, aveva salvato in un modo simile i suoi uomini dal terribile ciclope.

Dunque il piano era questo: ogni pesce si sarebbe afferrato alle penne delle

folaghe e quando al mattino queste avrebbero preso il volo, una volta oltrepassata la valle, ogni pesce si sarebbe lasciato andare.

Tutto andò come programmato e così, ancora una volta, Gobius fu salvo.

http://www.turismovenezia.it/Jesolo-ed-Eraclea/La-Valle-DragoJesolo-129603.html

Immagine tratta dal racconto “Le avventure di Gobius”

Immagine tratta dal racconto “Le avventure di Gobius”

 

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