Le Fate Giardiniere… ora Pasticcione

Oggi scriviamo noi le fiabe

Cinque amici nel bosco (Jacopo, Gaia P., Angelina, Maria)

Molto molto tempo fa, in una casetta nel bosco incantato, vivevano quattro amici: tre ragazze e un ragazzo che si chiamavano Jacopo, Gaia, Maria e Angelina. I loro genitori erano partiti ormai da troppo tempo e mai più ritornati, ecco perché i ragazzi avevano deciso di vivere assieme.

Una mattina i quattro amici trovarono un cagnolino e ci giocarono fino a sera. Il bosco era incantato, questo si sapeva, ma lo stupore fu immenso quando al mattino seguente trovarono il cagnolino, piccolo e tenero, trasformato in un cane gigante a tre teste. I ragazzi si spaventarono molto, pensarono di fuggire, ma qualcosa li trattenne: c’era una bambina intrappolata così cercarono di liberarla senza farsi vedere dall’orribile cagnaccio. Quando finalmente riuscirono a sciogliere i nodi che la legavano, le chiesero come si chiamasse: Eleonora era il suo nome.

Passarono le settimane, gli amici giocavano sempre insieme divertendosi un mondo.

Il loro vicino era un mago, lo conoscevano molto bene, pensarono di andarlo a trovare per ottenere i doni magici che potevano sconfiggere il cane a tre teste, temevano infatti che prima o poi avrebbe rapito ancora Eleonora.

Il mago ad Angelina diede il genio della lampada, a Maria una frusta che tagliava in due le cose, a Jacopo una pistola che non si scaricava mai, a Eleonora un arco con delle frecce infuocate e a Gaia promise di potersi trasformare in una fatina piccolina. I cinque amici furono contenti e finalmente si sentivano sicuri di poter affrontare il pericoloso nemico.

Tornando alla loro casa, nella foresta, incontrarono l’amico gigante che piangeva perché aveva una spina conficcata nel piede. Raccontò che aveva camminato per sbaglio in una foresta di spine giganti e una gli era finita nel suo piedone e gli doleva assai. I giovani ragazzi riuscirono a togliere la spina, ma ecco, videro arrivare il cane a tre teste. Non ci fu bisogno di utilizzare tutti i loro doni, la fatina Gaia riuscì a trasformarlo nel tenero cagnolino di un tempo.

Gli amici salirono sulla mano del gigante che li accompagnò alla loro casa mentre il cagnolino gli trotterellava fra i piedoni.

Il regno dei giganti (Aisha, Irene, Matteo, Thiago, Francesco)

Ai confini della terra, in un regno sperduto in cima alla montagna, in un tempo lontano, c’era il regno dei giganti che nessuno aveva mai notato.

Un giorno dei bambini, con i loro genitori, andarono in montagna a sciare, ma sbagliarono pista e finirono proprio in quel regno mai visto da alcuno.

Le famiglie, incuriosite, decisero di oltrepassare le mura del regno, per vedere com’era fatto al suo interno.

Ed ecco che, all’improvviso, un gigante afferrò con le sue manacce i bambini per mangiarseli.  I bambini avevano tanta paura. Uno dei genitori, che era un poliziotto, sparò e ferì il gigante, ma il colpo non gli procurò alcun male, anzi, ancora più infuriato, si mangiò i teneri bambini. Questi, dentro la pancia trovarono di tutto, anche un coltello. Decisero allora di tagliare la pancia per uscire e il gigante morì.

Tutti i giganti del regno vollero vedere l’amico morto. Arrivò anche il re dei giganti che, dopo il funerale, ordinò di sterminare quei piccoli, curiosi umani. Questi scapparono sciando giù per la montagna, presero una scorciatoia e riuscirono ad avvisare i militari che, con i loro carrarmati uccisero tutti i giganti. Fu salva solo una gigantessa che aspettava dei gigantini. Fortunatamente i piccoli giganti crebbero velocemente, così belli e buoni che non vollero mai attaccare gli umani e vissero assieme in felicità e armonia

 

Lisa e il libro magico  (Marco, Giulia, Riccardo, Isabel, Giulio)

In una casa povera, sperduta nel bosco, viveva Lisa, una bambina senza i suoi genitori.

Lisa era una bambina bionda con gli occhi azzurri, intelligente e molto coraggiosa. Viveva in quella casa piccola che un tempo era appartenuta ai suoi genitori.

In una notte buia, Lisa partì perché voleva trovare un castello che aveva visto nel suo libro magico, che anche in quell’occasione, decise di portare con sé.

Cammina e cammina, ormai stanca, si accampò nel bosco e dormì. Alla mattina, quando si svegliò, sentì, non vista, un lupo e un orco che si mettevano d’accordo per catturare i bambini per poi mangiarseli.

Ma ecco che il libro magico iniziò a parlare e le raccontò che quando era ancora piccina piccina, quei due terribili animali avevano ucciso i suoi genitori che, per salvarla dalle loro fauci, l’avevano nascosta nella botola sotto il letto. Lisa, spaventata si preoccupò e scappò via a gambe levate.

Mentre correva nel bosco, incontrò il principe, figlio del re. Il principe Simon era abile, coraggioso e assai bello. Aveva capelli mori, un lungo ciuffo e occhi verdi che risaltavano sulla chiara carnagione.

Simon disse al re, suo padre, di ordinare ai soldati di recarsi ben armati nel bosco e uccidere il lupo e l’orco. E così fu: uccisero i due terribili animali con le spade magiche che aveva dato loro il re.

La lotta fu furibonda, ma alla fine i coraggiosi e valenti cavalieri sconfissero i terribili animali, che avevano reso il bosco maledetto.

Il principe Simon invitò Lisa al suo castello, proprio quello del libro magico, e, diventati grandi, decisero di sposarsi per vivere felici e contenti.

L’avventura mostruosa dei due gemelli (Luca, Gaia B., Leonardo, Kewin, Arianna)

Un tempo lontano, in un maestoso vascello pirata, navigavano con la loro ciurma due gemelli Rocco e Maila dai  capelli castani e occhi azzurri come il mare limpido.

Una sera gelida, mentre navigavano nel buio più completo perché alcuna stella illuminava il mare nero, arrivò un polipo gigante dagli enormi occhi grigi e pelle rosso fuoco.

Nessuno poteva guardare il mostruoso abitante marino se non voleva essere tramutato in scoglio. Il polipo voleva rapire i due gemelli perché avevano tatuata una mappa sulla loro spalla, la mappa conduceva al tesoro. A bordo viveva anche il pappagallo Rex dalle penne color arcobaleno, con una simpatica bandana rosa sul piccolo capo.

L’amico uccello vide arrivare il polipo gigante, allora con il suo acuto e gracchiante verso avvisò la ciurma che accorse per salvare i malcapitati gemelli. Il polipo, però, riuscì a fuggire portando con sé i ragazzi e il fedele pappagallo nelle profondità dell’oceano. Jak, il capo ciurma, decise di affrontare il polipo con i suoi occhi laser sputa veleno. Per prima cosa doveva raggiungere le profondità dell’oceano, ma non sapeva che c’erano delle trappole messe dal polipo gigante. La notte prima dell’immersione, la fata Trottolina piccola e brillante, tanto che la sua luce illuminava le profondità marine, gli fece un incantesimo perché trionfasse lottando con il polipo.

La mattina seguente Jak si immerse nelle acque gelide e buie. Sapeva già che non doveva cadere nelle trappole: la pietra che lanciava frecce velenose, il diamante che, se toccato, azionava il masso gigante.

Finalmente Jak riuscì ad arrivare alle celle dei gemelli. Queste erano grandi e, fortunatamente, piene d’aria. Jak, con gli occhi laser tagliò in due il lucchetto e tutti fuggirono inseguiti dal polipo, ma Jak lo fulminò e lo uccise.

Jak aveva liberato l’oceano dal terribile mostro.

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