Le Fate Giardiniere… ora Pasticcione

Uscita alla Biennale di Venezia

La Biennale di architettura “Spazio libero”

 

Gruppo 1: Kevin, Giulio, Gaia B, Leonardo.

Ieri, martedì 5 giugno, siamo partiti da scuola e arrivati alla fermata del vaporetto che ci ha portati alla Biennale. Prima abbiamo fatto i biglietti e la maestra Anna li ha raccolti perchè non li perdessimo. Intanto è arrivata Sofia, la nostra guida. Sofia aveva i capelli castani e gli occhi azzurri. Era simpatica e sorridente, spiegava molto bene e noi siamo stati attenti…

Sofia ci ha accompagnati al padiglione centrale “Spazio Libero”. Appena siamo entrati, abbiamo posato gli zaini e dopo siamo andati nella “sala della cupola” il cui soffitto è stato dipinto dall’artista Chini. Era molto bella quella stanza: in centro, in alto, aveva degli affreschi, le pareti avevano tanti specchi e il pavimento era fatto con piastrelle di argilla giallo senape e blu con sfumature azzurre.

noi

Gruppo 2: Angelina, Irene, Giulia, Gaia P

Sofia ci ha accompagnato, poi, in un’altra stanza del “padiglione centrale”. Noi ci siamo seduti sulla pedana fatta di rettangoli e quadrati colorati di nero, rosso e bianco. Alle pareti c’erano tanti quadri e foto di palazzi.

Siamo usciti e Sofia ci ha portati nel “padiglione Belgio“. Ci siamo tolti le scarpe, siamo entrati e ci siamo seduti su degli scalini blu: ci sembrava di essere in un’arena. Si sentiva una vibrazione: era la musica dell’ “Inno alla gioia” che è l’inno europeo. La musica faceva vibrare gli scalini e, quindi, il nostro corpo seduto sopra di essi. Purtroppo c’era un cattivo odore di vernice, ma a molti bambini il padiglione blu piaceva lo stesso.

Al nostro gruppo sono piaciuti tutti i padiglioni e anche il laboratorio finale.

Gruppo 3:Thiago, Aisha, Francesco, Riccardo, Luca

Il “Padiglione Svizzero” è stato progettato da un architetto che aveva pensato ad una casa con stanze grandi e piccole. La prima porta era di dimensioni normali, poi siamo arrivati in una cucina che era di medie dimensioni. Dopo due passi abbiamo visto una porta grande e così siamo entrati nella cucina enorme, tanto grande che la maestra Manila non riusciva ad arrivare agli sportelli. Quindi siamo arrivati in una cucina con la porta piccola e la finestra con la maniglia minuscola. Infine c’era una stanza piccolissima che sembrava per una famiglia di gnomi. A questo punto siamo usciti perchè doveva entrare l’altro gruppo.

Siamo arrivati al “Padiglione dei Paesi Nordici”. Lì c’erano tre grandi alberi veri e dei palloni gonfiabili che, in base al caldo, freddo o umido si gonfiavano e si sgonfiavano. Ognuno aveva una luce all’interno di colore bianco, verde, giallo e viola. In uno di questi palloni ci siamo entrati.

Io, Francesco, non sono potuto andare alla Biennale perchè non stavo bene e, sentendo i racconti dei miei compagni, mi è dispiaciuto tantissimo perchè loro hanno visto tante cose strane che io avrei voluto vedere.

 

Gruppo 4: Marco, Eleonora, Matteo, Isadora, Arianna

Alla fine del percorso, siamo entrati nella stanza del laboratorio dove c’era un grande tavolo. Ci siamo messi attorno e davanti a noi c’erano delle cere e dei fogli bianchi e neri. Sofia ci ha fatto disegnare le cose che ci sono piaciute di più sul foglio bianco e poi sul foglio nero. Terminato il lavoro, ci siamo seduti in cerchio e ognuno di noi ha mostrato e spiegato il suo disegno. Abbiamo appoggiato, uno alla volta, i disegni a terra e abbiamo creato un pavimento che ricordava il pavimento a piastrelle tutte diverse della stanza a cupola. Questa tecnica si chiama “pattern”.

Siamo ritornati alla fermata della Biennale e scesi dal vaporetto al Lido. A scuola abbiamo fatto il pranzo al sacco.

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